Perché un’infrastruttura di rete sia resistente nel tempo e sicura per le persone che la utilizzano, è importante che tutte le componenti rispettino gli standard previsti dalle norme europee e italiane vigenti.

Uno degli strumenti principali per verificare la conformità di cablaggi e cavi utilizzati nelle reti aziendali e, più in generale, per tutti i materiali da costruzione, è la marcatura CE. Si tratta di un’etichetta riportante il marchio CE e una serie di altre informazioni obbligatorie impresse in maniera visibile, leggibile e indelebile sul prodotto. Tramite il CE marking è infatti possibile comprendere tutte le caratteristiche di un cavo, la sua provenienza e le possibilità di uso e installazione in azienda.

È dunque lo strumento primario con cui un cliente o un progettista può essere certo la rete aziendale siano basata su cablaggi adeguati e resistenti. Per questo sapere che cos’è la marcatura CE, come distinguerla e quali dettagli è in grado di fornirci sui cavi e materiali da costruzione è fondamentale.

Come riconoscere il marchio CE su cavi e cablaggi

Il marchio CE, se non verificato attentamente, può essere confuso con l’omonima sigla di China Export, usata da Cina e Hong Kong per marchiare i propri prodotti esportati nel mondo. Solo i materiali con marchio CE sono però autorizzati ad essere utilizzati su territorio europeo e italiano e solo questo marchio certifica il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza imposti dall’Unione Europea. In questo senso, saper distinguere i due marchi significa saper selezionare il cavo e cablaggio che potrà essere veramente affidabile in caso di scenari complessi come incendi o danni fisici. L’utilizzo di materiali privi di marcatura CE è inoltre pesantemente sanzionata sia a livello amministrativo che, in alcuni casi, penale, con multe tra i 2.000 e i 50.000 euro.È inoltre prevista la possibilità di arresto a carico di tutte le persone coinvolte nella vendita del materiale, nel progetto e nell’installazione. Il rischio di sanzioni è dunque per progettisti, costruttori, direttori dei lavori o esecutivi, collaudatori e per gli stessi clienti.

Per riconoscere il simbolo del marchio CE da quello del China Export è necessario fare attenzione alle proporzioni. Come visibile dall’immagine qui sotto, il marchio della conformità agli standard europei è più proporzionato e distanziato rispetto quello cinese, dove la lettera C e la lettera E sono invece più vicine:

marchio-ce-china-export

Il simbolo della Conformità Europea è in genere esposto o sul componente, prodotto o macchinario, su un’etichetta affissa allo stesso, oppure sul suo imballaggio o sui documenti che lo accompagnano. Nel caso dei cablaggi e cavi, tendenzialmente il marchio e la marcatura saranno disponibili sull’imballaggio tramite etichetta oppure sulla bobina del cavo.

Cosa è indicato sulla marcatura CE?

Con marcatura CE non si indica la presenza del solo ed unico simbolo CE sul cablaggio ma anche di tutta una serie di informazioni obbligatorie e necessarie a identificare il prodotto, i suoi utilizzi e le sue prestazioni in vari possibili scenari. Tramite la lettura della marcatura è infatti possibile avere una panoramica completa di come un dato cavo risponde ai requisiti di sicurezza e prestazione, da chi è stato prodotto e da chi è stato certificato.

In particolare, la marcatura riporta:

  • Le ultime due cifre dell’anno in cui la marcatura è stata apposta per la prima volta;
  • Nome e indirizzo di chi ha fabbricato il materiale;
  • Riferimenti sulla tipologia di prodotto;
  • Numero di riferimento della dichiarazione di prestazione, obbligatoria da parte del fabbricante;
  • Livello o classe definito dalla dichiarazione di prestazione;
  • Riferimento alla tecnica armonizzata / norma europea applicata (EN 50575:2014);
  • Numero di identificazione dell’ente notificato; utilizzo previsto del prodotto secondo l’indicazione della norma europea applicata, EN 50575:2014.

In genere, alla marcatura CE si affiancano anche informazioni più tecniche o commerciali come la categoria del cablaggio, dettagli su lunghezza dei cavi e tipologia, così come i riferimenti per la produzione come il numero del lotto.

Ecco come appare un’etichetta di marcatura su un classico imballaggio o bobina di cablaggio:

Requisiti per la presenza e l’uso del marchio CE

Parlare di marcatura CE significa parlare di garanzia di sicurezza nell’uso, anche aziendale. Perché un’etichetta come quella mostrata qui sopra possa essere affissa sul prodotto, vi sono infatti alcuni requisiti obbligatori da rispettare, ovvero:

  • Per i cavi, elettrici o per telecomunicazioni, la marcatura CE è una soltanto e non ne servono due separate per CPR, Regolamento dei Prodotti da Costruzione Europeo, e LVD, ovvero la Direttiva 2006/95/CE.
  • Non può essere affissa la marcatura senza una Dichiarazione di Prestazione, necessaria a certificare tutte le proprietà e reazioni possibili del prodotto;
  • Deve essere sempre presente un ente notificato in grado di certificare prodotto, DoP e la conformità alle leggi;
  • Un prodotto deve essere sempre riconoscibile a livello di filiera di produzione con l’assegnazione di un numero univoco identificativo, che può essere uguale a quello utilizzato nella DoP.
  • Tutte le informazioni accompagnate alla marcatura devono essere certe, chiare e leggibili.

Va ricordato che la presenza della marcatura CE su materiali da costruzione è sempre obbligatoria perché i materiali possano essere usati nei territori della Comunità Europea e, quindi, in Italia.

Quali sono i riferimenti normativi sulla marcatura?

A tutelare tanto chi costruisce, progetta o installa materiali da costruzione o per le telecomunicazioni, così come gli stessi clienti, sono principalmente il Regolamento UE n. 305/2011, conosciuto anche come CPR e che ha abrogato la Direttiva 89/106/CEE precedentemente in vigore, e il decreto legislativo del 16 giugno 2017, n. 106, che ha invece abrogato il D.P.R. n. 246/1993.

Nel CPR sono contenuti tutti i dettagli normativi su quali prodotti e materiali sono sottoposti a marcatura CE e secondo quali criteri questa deve essere strutturata e affissa; definisce criteri come Euroclassi e Dichiarazione di Prestazione.

Nel D.lgs 106 2017, invece, l’attenzione è soprattutto posta a integrare alcuni aspetti del Regolamento UE, a chiarire meglio le sanzioni e tutti gli organismi di valutazione e controllo del mercato validi per il territorio italiano.

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